3 passi per migliorare il rovescio ad 1 mano

Il rovescio ad una mano è un colpo spettacolare.

Ammettilo, anche tu rimani incantato a guardare il movimento fluido di Roger Federer e magari rimani basito davanti ai missili di Stan Wawrinka. Poi però vai in campo a giocare col tuo compagno, cerchi di copiare il gesto dei professionisti appena visto in tv oppure su YouTube, ma il risultato non è neanche lontanamente lo stesso. Perchè?

A volte bisogna fare due passi indietro e ripartire dalla base.

Oggi voglio parlarti dei 3 elementi principali del rovescio ad una mano, che se allenati in maniera corretta ti permetteranno di avere un colpo fluido, efficace ma soprattutto con possibilità aggiungere qualche pezzetto in più per imprimere più rotazione e spinta alla pallina. Ti consiglio di guardare l’ultimo video che Simon Konov, uno dei ragazzi di Top Tennis Training, ha pubblicato nel suo canale YouTube. Lo trovo molto interessante, fatto bene ed è comprensibile anche da chi ha poca dimestichezza con la lingua inglese.

Per imparare bene il rovescio ad una mano il suggerimento principale è quello di usare l’impugnatura eastern di rovescio. Se non la conosci clicca qui per saperne di più. A differenza dell’impugnatura continental o western di rovescio, la eastern di rovescio ti permetterà sia di colpire la pallina sia di piatto sia dandole rotazione in top-spin.

Le 3 fasi del rovescio ad una mano sono:

  1. UNIT TURN. Quando vedi arrivare la palla ruota subito le spalle portando indietro la racchetta. In questa maniera sarà più facile spostarsi lateralmente verso la palla e colpirla alla giusta distanza dal corpo.
  2. POWER POSITION. La fase di massimo caricamento avviene quando riesci ad avere una base d’appoggio ampia, meglio se con le gambe leggermente piegate, ma soprattutto con la racchetta perpendicolare al terreno. La testa in alto ed il manico in basso. Questa posizione è comune a tutti i giocatori professionisti e tenere le corde ad un livello superiore rispetto al manico ti permetterà di avere più spazio per accelerare l’attrezzo verso la pallina. Poi, quando vorrai colpire la palla, dovrai portare la testa della racchetta in basso vicino alla gamba posteriore e poi muoverla verso il punto d’impatto. In questa fase, puoi scegliere quanto far cadere in basso la testa della racchetta in base a quanta rotazione in top-spin vuoi imprimere sulla pallina. Più scenderai e più rotazione avrà la palla.

    NB: un errore comune a molti giocatori è di trovarsi nella power position con la racchetta parallela al terreno, quindi con le corde basse, allo stesso livello del manico. In questa maniera si avrà poco spazio per accelerare e la palla finirà inevitabilmente corta.

  3. FINALE. Nell’ultima fase bisogna osservare due aspetti. La mano dominante che sorregge la racchetta si dovrà muovere verso avanti e ruotare verso l’alto in base alla quantità di rotazione in top-spin che hai dato alla pallina. La massima rotazione in top provocherà una rotazione completa della mano che terminerà col palmo rivolto verso l’alto. Se invece la rotazione sarà poca, potrai ruotare poco la mano e terminare col palmo rivolto di lato. La mano non dominante infine, dovrà rimanere vicina all’anca posteriore per dare stabilità al colpo ed evitare l’iper rotazione che ti farà perdere profondità. Se vuoi puoi anche anche avvicinare le scapole portando la mano non dominante indietro, come Roger Federer, ma è un personalismo che va inserito per gradi.

 

Di seguito puoi vedere il rovescio una mano di Roger Federer, Stan Wawrinka e Richard Gasquet dove potrai notare tutti e tre gli alimenti di cui abbiamo appena parlato.

 

 

Se anche tu ami giocare questo colpo ma hai delle difficoltà nell’esecuzione, scrivimi a info@giocareatennis.it oppure commenta l’articolo qui sotto e cercherò di aiutarti. Se invece vuoi raccontare le tue esperienze e vittorie grazie al rovescio ad una mano, scrivile ugualmente! Fa sempre piacere ascoltare e condividere le gioie di altri tennisti!

3 Comments

  1. Domenico Richichi 22 Ottobre 2019
    • Marco Magro 22 Ottobre 2019
  2. Domenico Richichi 31 Ottobre 2019

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.